Naturopatia: scuole, corsi e diplomi “riconosciuti o legali”: pubblicità ingannevole?- Scuola superiore di Counseling in naturopatia.
Il “riconoscimento” (si intende legislativo statale) della professione di naturopata, e non l’acquisizione delle relative competenze professionali, sembra essere il principale interesse degli aspiranti naturopati. L’ossessiva richiesta di informazioni e chiarimenti circa la validità ufficiale del titolo e del diploma di naturopata dimostra ciò che solo il nostro Istituto, con chiarezza, cerca di far sapere, e cioè che non esiste, nella maniera più assoluta, alcuna validità, riconoscimento o regolamentazione “ufficiale” della naturopatia, in qualsiasi sua forma. È proprio per questo motivo che i responsabili delle infinite scuole di naturopatia tradizionale infarciscono i loro siti e i loro opuscoli pubblicitari di falsi o ininfluenti (quanto ridicoli) “riconoscimenti ufficiali”, da quelli del CONI a quelli di un sindacato, da quelli di federazioni inventate e gestite dagli stessi titolari delle scuole, fino a maldestri tentativi di darsi una rispettabilità internazionale tramite “collaborazioni” (chissà che cosa significano, nella realtà?) oppure accordi con altre scuole, associazioni o organizzazioni straniere. Raccomandiamo vivamente a tutti gli aspiranti naturopati di pretendere da queste scuole tutta la documentazione che dimostri in che cosa consistano tali “collaborazioni”, e quanti siano i naturopati che operano con regolare partita Iva iscritti a queste associazioni, federazioni o sindacati. Se riusciste ad ottenere questi dati siamo sicuri che avreste delle grosse sorprese. In realtà, né leggi regionali, né convalide di lauree o diplomi esteri, né “riconoscimenti ufficiali” oppure “inserimenti” o riconoscimenti in non meglio identificate “liste” del C.N.E.L., possono abilitare all’esercizio di una professione, la quale deve essere disciplinata e regolamentata da una legge dello Stato. Questa legge non esiste e non esisterà mai fino a che la naturopatia si configurerà come un insieme confuso di pratiche magiche mescolate a quelle scientifiche, e fino a che le scuole di naturopatia insegneranno a fare diagnosi con l’iridologia e a prevedere il futuro con l’astrologia e la cartomanzia. Ripetiamo: qualsiasi professione può essere esercitata (nel rispetto della legge e della normativa fiscale) indipendentemente dal fatto che essa sia riconosciuta da enti, comitati, federazioni o altre organizzazioni, anche pubbliche. Centinaia di professionisti (dagli ottici ai maestri di sci, dai promotori finanziari ai panificatori) esercitano o hanno esercitato legittimamente la loro attività da decenni, senza che nessuno di loro si sia mai preoccupato del riconoscimento della propria professione. Anche la professione di Counselor non è “riconosciuta”, ma nessuno si affanna a ricercare patrocini, collaborazioni, affiliazioni e “riconoscimenti”, i quali possono avere solo il senso di fornire un supporto psicologico a coloro, come i naturopati, che non hanno alle spalle una preparazione seria e coerente. Solo una legge nazionale può regolamentare una certa attività professionale, e nessuna legge nazionale riconoscerà mai la possibilità di esercitare pratiche da ciarlatani, dal momento che in tutto il mondo si è ormai affermato il principio di una medicina fondata sulle prove scientifiche di efficacia (evidence based medicine). Da trent’anni alcuni personaggi e la maggior parte delle scuole illudono gli aspiranti naturopati circa la validità (presente o futura) dei titoli da esse rilasciati, ma resta il fatto che ad oggi, essi continuano a rilasciare diplomi, attestati e titoli di vario tipo che non abilitano a niente e che non hanno mai creato serie opportunità lavorative. Sono migliaia ogni anno le persone che escono da anni di costosissimi “studi” in discipline bionaturali, convinti di avere una preparazione che li autorizzi ad occuparsi della salute del prossimo e illudendosi di godere del “riconoscimento” ufficiale di qualche ente pubblico. Bene. Dove sono gli studi privati di queste migliaia di operatori ayurvedici, naturopati, pranoterapeuti quantici, riflessologi, iridologi e cromo terapeuti? Eppure dovrebbero essercene a migliaia. Quali sono le strutture sanitarie che hanno accolto al loro interno questi “diplomati riconosciuti”? Provate a rivolgervi a uno studio medico proponendovi come esperti di chakra, cristalloterapeuti e floriterapeuti, e poi diteci quale reazione avete prodotto. Infatti, nessun ente pubblico, struttura sanitaria pubblica o privata, poliambulatorio, studio medico, di fisioterapia e riabilitazione, di massaggi o estetica ha mai preteso, per assumere o accettare la collaborazione di un naturopata, un qualche titolo o diploma. Questo perché i diplomi hanno utilità pratica solo se rilasciati da enti pubblici o privati abilitati a rilasciarli secondo le precise disposizioni di legge che regolano l’esercizio di molte professioni, tra le quali la naturopatia e le discipline bionaturali non rientrano nella maniera più assoluta. Nessun diploma di naturopatia è richiesto per lavorare all’interno di qualsiasi ente pubblico o privato, e gli stessi naturopati che hanno lavorato collaborando con erboristerie, parafarmacie, centri sportivi (di solito, prima di arrendersi all’evidenza e ritornare a fare quello che facevano prima ) lo hanno fatto perché erano bravi, capaci e competenti, non certo perché avevano in tasca un diploma. D’altra parte, l’affannosa (se pur comprensibile) esigenza che molti aspiranti naturopati sentono, cioè quella di non essere confusi con i tanti ciarlatani e di poter esercitare una professione disciplinata dalla legge, magari con l’Istituzione di un Albo professionale, resta una comprensibile esigenza, ma non si traduce in realtà. Per i motivi che abbiamo esposto, infatti, manca la volontà di riconoscere come professione la naturopatia, la quale, tra l’altro, istituisca il relativo Albo professionale e le modalità di accesso. In realtà, quella degli “Albi professionali” e del riconoscimento legislativo di professioni è una pratica tutta italiana, che non esiste negli altri paesi del mondo, e che è oggetto di discussione e di proposte di cancellazione anche in Italia. Quindi, l’impegno con cui quasi tutte le Scuole di naturopatia si affannano ad elencare inutili, ininfluenti e spesso inesistenti “riconoscimenti ufficiali” non è altro che una strategia pubblicitaria per ingannare i più sprovveduti (anche chi scrive, ha fatto parte in passato di questa categoria), con la quale si cerca di mascherare la pochezza dei contenuti didattici attraverso la “spettacolarità” di infiniti “titoli di merito” costituiti sempre e soltanto da veri o falsi accreditamenti, riconoscimenti, accordi di collaborazione, patrocinii, ecc., mai da competenze valide, scientificamente supportate ed effettivamente efficaci nella pratica della relazione d’aiuto. Attenzione a non farvi ingannare dalla pubblicità che , con astuzia, alcune scuole diffondono circa il loro “riconoscimento” come enti per l’insegnamento di corsi ECM o di corsi di aggiornamento per insegnanti di scuole secondarie. Si tratta di comunissimi riconoscimenti pubblici ad enti (sono migliaia) autorizzati a insegnare a specifiche categorie di lavoratori o professionisti, ma che non hanno nulla a che vedere con il riconoscimento della professione di naturopatia. Ricordiamo che tutti i “riconoscimenti privati” sono totalmente e indiscutibilmente privi di ogni valore legale. Per esempio, il fatto che una scuola abbia ottenuto il patrocinio di un ente pubblico, significa soltanto che il suo direttore ha brigato in ambienti politici per farsi rilasciare questo riconoscimento a seguito di qualche iniziativa culturale (convegni, seminari, corsi di formazione). Ma questo non significa assolutamente che quella scuola sia stata “riconosciuta” da un ente pubblico, e tantomeno che la professione che insegna a svolgere possa essere riconosciuta tramite patrocini o altri riconoscimenti. Perché mai una scuola dovrebbe essere migliore in base al numero dei suoi “riconoscimenti”?. Pensate che i giovani che si iscrivono alle università più prestigiose lo fanno scegliendo quelle con molti patrocini, affiliazioni e riconoscimenti ufficiali, oppure perché la qualità dell’insegnamento e del corpo docente offre migliori garanzie di acquisire conoscenza e competenza? Ci sembra quindi chiaramente ingannevole pubblicizzare una scuola come quella che ha ottenuto il più alto numero di patrocini da enti pubblici, facendo un ridicolo elenco di collaborazioni o riconoscimenti che vanno dalla Croce rossa al WWF. Pensateci: una scuola deve far conoscere i contenuti e le modalità di insegnamento, dare una immagine e fornire una impostazione chiara e coerente delle discipline che insegna, fornire competenze che siano effettivamente utili nella pratica, non certo pubblicizzare come titolo di merito riconoscimenti politici di ogni tipo. Davvero pensate che una scuola seria possa pubblicizzare accordi di “partnernariato” con l’Associazione volontari italiani del sangue, o collaborazioni internazionali con l’”Istituto australiano di agopuntura ayurvedica”? Perché queste scuole non pubblicizzano anche i frutti concreti di questa collaborazione, quali siano i contributi al progresso della scienza che tali collaborazioni hanno prodotto, spiegandoci come sia possibile riversare in un unico calderone materie con serio fondamento scientifico come la fitoterapia clinica insieme con agopuntura ayurvedica (ogni giorno spunta fuori una nuova disciplina), iridologia e cromoterapia, di solito utilizzate da ciarlatani per ingannare il prossimo? Non ci vuole nulla a richiedere il consenso per citarsi vicendevolmente come enti od organizzazioni convenzionate, associate, legate da accordi di affiliazione, partnernariato, collaborazione. Quello che gli aspiranti naturopati richiedono, però, è la possibilità di imparare qualcosa di utile per la loro vita privata e professionale, e non essere imbottiti per anni di dati e nozioni fornite da qualche medico o farmacista (che non esercita la professione di naturopata), dati e nozioni slegate dalla realtà pratica, legati a visioni della salute opposti (la fitoterapia clinica è medicina allopatica, mentre floriterapia o cromoterapia, se applicate alla cura della salute, sono pratiche da ciarlatani o da amanti dell’insolito, ma non sono tecniche terapeutiche utilizzate in nessuna struttura sanitaria del mondo. Perché insegnarle illudendo circa possibili sbocchi lavorativi?). È francamente insopportabile, sotto il profilo morale, che si possano usare formulazioni ingannevoli, quali quelle secondo cui il diploma rilasciato da una certa scuola “è riconosciuto dalla tal federazione”, o consente l’iscrizione alla medesima o ad altre organizzazioni, quando queste fanno tutte capo alla stessa persona, cioè il titolare di una scuola. La naturopatia non è quella che viene venduta dalla maggior parte delle Scuole di Naturopatia. Come potete credere nella serietà di una disciplina per la salute, quando essa viene insegnata secondo diversi principi in contraddizione tra loro? Osservate come le scuole insegnino di tutto, compresi corsi ridicoli e improbabili, su materie che neppure i loro insegnanti conoscono. Si pensi, per esempio, ai corsi di naturopatia che prevedono lo studio della “pranoterapia quantica”. Credete davvero che si possa parlare di questa materia senza avere una formazione accademica in fisica e in particolare in meccanica quantistica? Elencare nel proprio Comitato scientifico o nel corpo docente una serie infinita di medici, biologi e farmacisti significa gettare fumo negli occhi degli sprovveduti allievi, dal momento che tali personaggi saranno sì competenti nelle loro materie, ma non praticano l’attività di naturopati, e quindi non possono far altro che dare una serie di dati e nozioni teoriche, che servono a poco a chi vuole davvero esercitare la professione. Osservate come la maggior parte delle scuole, per motivi puramente commerciali, venda di tutto: naturopatia tradizionale, olistica, quantica, a indirizzo shiatsu, orientale e astrologica, insieme a riflessologia, corsi per operatore ayurvedico o di decine di massaggi (i quali, per legge, possono essere praticati solo da personale abilitato, non da naturopati), fitoterapia, musicoterapia, silvoterapia, master, specializzazioni, corsi di aggiornamento, corsi monotematici, e chi più ne ha più ne metta. La nostra scuola insegna una materia sola, quella su cui abbiamo lavorato, studiato e insegnato per una vita, approfondendola a livello universitario e arricchendola di contributi scientifici: il counseling. Nient’altro. È solo la consulenza qualificata e competente che può affiancarsi legittimamente alle professioni di aiuto riconosciute dalla legge, quali quella di medico o psicoterapeuta, di educatore o assistente sociale. Solo il Counselor, competente in tema di salute e di qualità della vita, può affiancarsi in piena autonomia e con prestigio alle altre figure professionali già esistenti. E la validità, l’efficacia della sua attività professionale dipendono dalla qualità del suo percorso di studi, non dalla quantità di corsi su decine di svariati argomenti che ha seguito in scuole che, non potendo vantare alcun prestigio in ciò che insegnano, possono solo cercare di rendersi più appetibili pubblicizzando i loro “riconoscimenti ufficiali”. Scuola Superiore di naturopatia scientifica UNIPSI [ <- Precedente ] [ Successiva -> ] |
